RECENSIONE CRITICA

Monica Baldi  - luglio 2015 -

Fotografa ed art director galleria " Il cortile degli artisti" Reggio Emilia Italia

Il mare con la sua vastità e il suo senso di libertà è stato, fin dal passato, oggetto di ispirazione per molti artisti, da pittori a scrittori. E così è per l'artista reggiana Paola Bonacini. Il mare è sinonimo in questo caso dei suoi stati d'animo più reconditi, più nascosti o a volte anche quelli più trasparenti ed evidenti. Ogni quadro è come se ci parlasse dell'artista. In quel mare, in quelle onde o in quelle vele a volte appena accennate sulla tela o a volte ben evidenti, l'artista è come se si mettesse a nudo e volesse comunicare il suo stato d'animo di quel preciso istante. Sensazioni ed emozioni in continuo contrasto. Ecco perchè il continuo alternarsi della quiete e della tempesta del mare, l'alternarsi delle sue emozioni, dall'inquietudine ad una pace interiore. Come afferma lei stessa " i miei dipinti sono le mie emozioni, è la lotta della mia vita. Così in quella vela vi è rapresentata tutta me stessa". In un primo momento le vele cariche di colore, molto forti ed intense poi via via si fanno più leggere, quasi trasparenti, quasi come una grande leggerezza dell'anima. Dal soggetto al colore e viceversa. Dai toni freddi, quasi glaciali del mare in tempesta al colori caldi del giallo, dell'arancio e del rosso.I colori di un tramonto, di un cielo limpido contrassegnato solo dal chiarore del sole, del mare che sembra congiungersi con il cielo in un unico orizzonte. Tutto si riconduce sempre all'ambiente marino " io adoro il mare e tutte le sue sfaccettature e addirittura voglio viverlo pienamente fino nella sua profondità come subacqueo." Poche scogliere, probabilmente vele o velieri non vicino a riva, ma al largo, immersi nella loro solitudine, soli con il mare. Una figura che ci può condurre al romanzo di Hemingway dove il mare è protagonista assoluto. Quella solitudine del protagonista in " il Vecchio e il mare " nelle acque di Cuba alla ricerca di qualcosa, così i quadri di Paola Bonacini sembrano la metafora di una ricerca interiore dell'anima che trova attraverso gli scorci marittimi. L'artista ricerca una continuità anche tra soggetto e tecnica. Ricerca, aggiunge per realizzare un'opera sempre più veritiera, ecco come esce l'opera "Duna"  dove in un primo piano troviamo un'immensa duna di sabbia, sabbia vera del deserto del Sahara, materia viva che dona all'opera un effetto di iperrealismo. Ma senza dimenticare mai il mare con il suo orizzonte netto e definito, quel mare che culla tra le onde qualche vela vista solo in trasparena. Poi ad un tratto un cambiamento radicale sia di tecnica che di soggetto. Qui si rivede un ritorno al suo passato, alla sua professione. Da un vecchio legno di recupero nasce l'opera " Santiago " un omaggio alle vele di Calatrava costruiti recentemente a Reggio Emilia.